La filosofia
di Giordano Bruno e Galileo Conferenza PowerPoint per il
2009 Anno Internazionale della Astronomia Relatore:
Dr. Bruno
Moretti Turri IK2WQA
Presidente Academia Philosophiae Naturalis
organizzata da Academia
Philosophiae Naturalis
in collaborazione con
SETI ITALIA "G. Cocconi" e Osservatorio Astronomico M 13 Tradate.
Nel "De l'infinito universo
et mondi" il copernicano Giordano Bruno sostiene, come già
Epicuro da Samo e Lucrezio, che le stelle sono soli lontanissimi
attorno ai quali girano pianeti e alcuni di questi mondi sono abitati
da esseri intelligenti. Quattro secoli prima della scoperta (1995)
dell'esistenza dei pianeti extrasolari e 350 anni prima dell'inizio
(1960) della ricerca radiotelescopica di segnali provenienti da
eventuali civiltà extraterrestri (SETI, Search for Extra
Terrestrial Intelligence). Subito dopo il rogo di Giordano Bruno, le
scoperte di Galileo abbattono l'architettura filosofica aristotelica e
tolemaica delle "sfere di cristallo". Quando si parla della condanna di
Galileo da parte della "santa" inquisizione cattolica nel 1633, a
livello popolare è diffusa l'idea che essa sia dovuta solo
alla sua scelta copernicana. Ma ciò è una grande
semplificazione perchè la condanna era avvenuta anche per
molti altri motivi che rendevano l'attività scientifica di
Galileo un gravissimo attacco allo status quo religioso, politico e
filosofico dell'epoca e soprattutto al prepotente potere totalitario e
assolutista della chiesa cattolica. L'analisi dei motivi che hanno
portato alla condanna di Giordano Bruno prima e di Galileo poi e le
loro conseguenze, filosoficamente rivoluzionarie, è
l'oggetto di questa conferenza.