SETI ITALIA "G. Cocconi" - Divulgazione scientifica e distributed computing
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Claudio Maccone
presenta il PAC alle Nazioni Unite

di Bruno Moretti Turri IK2WQA

Claudio Maccone United Nations Power Point presentation:
Proposing a new radio-quiet zone on the Farside of the Moon
(Claudio Maccone courtesy)

L'astronomia ottica, assediata e accecata dall'inquinamento luminoso provocato da un uso irrazionale e sprecone dell'illuminazione pubblica, è scappata a rifugiarsi negli angoli più bui della Terra, dal deserto di Atacama alle Isole Hawaii. Non ha questa possibilità la radioastronomia che fin dai suoi inizi è stata afflitta sempre più dalle radio interferenze umane (RFI, Radio Frequency Interference) da terra, aerei e satelliti. Questa "menomazione" può solo aumentare e, secondo i radioastronomi, entro i prossimi 20-30 anni "accecherà" quasi completamente i radiotelescopi terrestri e anche un eventuale radiotelescopio spaziale, pur se attenuato, soffrirebbe dello stesso problema.
Per nostra fortuna madre natura ci ha regalato una Luna che ha una faccia sempre opposta alla Terra, cioè naturalmente radioschermata anche rispetto ai satelliti geostazionari.


L'immagine evidenzia il radio Quiet Cone (cono di radio quiete) sulla faccia nascosta della Luna, ove si calcola
 un abbattimento
dell'interferenza da radiofrequenza (RFI) dovuta alle attività umane > 100 dB. (Claudio Maccone courtesy)

In questa zona, nel cratere Daedalus, i nostri discendenti potranno costruire un radiotelescopio totalmente RFI-free, sia per continuare le ricerche di radioastrofisica ormai impossibili sulla Terra, sia per cercare di discriminare dal noise (rumore cosmico di fondo) i debolissimi segnali provenienti da eventuali civiltà extraterrestri (SETI, Search for Extra Terrestrial Intelligence).
Come aveva preannunciato all'Università dell'Insubria al nostro recente Convegno di Varese "50° Ozma Bioastronomia SETI", il fisico-matematico Dr. Claudio Maccone Ph. D., Co-chair SETI Permanent Study Group of International Academy of Astronautics, Direttore del Progetto Lunar Farside Radio Lab dell'IAA, life member ad honorem SETI ITALIA "G. Cocconi", giovedì 10 giugno 2010 ha presentato e illustrato a Vienna, presso l' UNCOPUOS, United Nations Committee on the Peaceful Uses of Outer Space (Commissione delle Nazioni Unite sull'uso pacifico dello spazio extra-atmosferico) dell'UNOOSA, United Nations Office for Outer Space Affairs (Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari dello Spazio Extra-atmosferico) il suo progetto PAC, Protected Antipode Circle (Cerchio Antipodale Protetto) che richiede che una zona importante della faccia nascosta della Luna e il radio-quiet-cone (cono di radio quiete) che la sovrasta, per le loro caratteristiche fisiche peculiari, siano dichiarati "Patrimonio dell'Umanità" e preservati da trattati internazionali, PRIMA dell'assalto colonizzatore alla Luna da parte dei privati e dei Paesi emergenti che si avrà nei prossimi decenni.


PAC, Protected Antipode Circle (Cerchio Antipodale Protetto) è il cerchio rosso (1.820 km di diametro sulla superficie della faccia nascosta della Luna) che Claudio Maccone propone essere riservato solamente per scopi scientifici e protetto (insieme al radio quiet cone che lo sovrasta) da radio interferenze umane. Al centro del PAC, l'antipodo della Terra è sull'equatore lunare a 180° in longitudine. Vicino all'antipodo c'è il cratere Daedalus, un cratere di diametro 80 km proposto da Claudio Maccone nel 2005 come migliore ubicazione per Lunar Farside Radio Lab, il futuro radiotelescopio (o array) sulla faccia nascosta della Luna. In Daedalus è prevista una attenuazione dell'interferenza da radiofrequenza (RFI, Radio Frequency Interference) dovuta alle attività umane dell'ordine di 100 dB o superiore. (Image Claudio Maccone courtesy)


Una vista obliqua da sud-ovest del Cratere Daedalus sulla faccia nascosta della Luna, fotografato nel luglio 1969 dall'astronave Apollo 11 in orbita lunare. Daedalus è localizzato a 179° di longitudine est e a 5,5° di latitudine sud e ha un diametro di circa 80 km. Questo è il cratere proposto da Claudio Maccone nel 2005 all'IAA,
International Academy of Astronautics e nel 2010 alle Nazioni Unite come migliore ubicazione per Lunar Farside Radio Lab, il futuro radiotelescopio (o array) sulla faccia nascosta della Luna. (Photo NASA courtesy)

Sull'argomento, vedere:
la presentazione PowerPoint che Claudio Maccone ha utilizzato per illustrare
il suo progetto alle Nazioni Unite a Vienna e che gentilmente ci ha messo a disposizione:
Proposing a new radio-quiet zone on the Farside of the Moon
(Claudio Maccone courtesy)
 Planetary Defense from the Nearest 4 Lagrangian Points plus RFI-Free Radioastronomy
from the Farside of the Moon: A Unified Vision

(Claudio Maccone courtesy)
Treaty on Principles Governing the Activities of States
in the Exploration and Use of Outer Space, Including the Moon and Other Celestial Bodies


 i filmati degli interventi di Claudio Maccone al nostro recente
Convegno di Varese "50° Ozma Bioastronomia SETI"

 il nostro articolo Dal SETI Italiano la difesa da Deep Impact (e molto altro)

Trattato sui Princìpi che governano le attività degli Stati nell'esplorazione
ed uso dello spazio esterno, inclusi la Luna e gli altri corpi celesti




Vienna, 10 giugno 2010: Claudio Maccone (primo a destra) illustra il progetto PAC alle Nazioni Unite.
A Claudio è stato dedicato dalla IAU, International Astronomical Union, l'asteroide 11264 Claudiomaccone (1979 UC4)
con la motivazione: "Claudio Maccone (b. 1948), an Italian scientific researcher and technical expert at the Alenia Spazio in Turin,
has participated in the design of some scientific space missions and submitted a proposal for a space mission to exploit
the radio magnifications provided by the gravitational lens of the Sun" (IAU Minor Planet Circulars 43382 and 54279).
Photo: Claudio Maccone courtesy.

       
A sinistra: il Palazzo delle Nazioni Unite a Vienna, "sul bel Danubio blu".
A destra: il badge ONU di Claudio Maccone dell'IAA, International Academy of Astronautics.
Photo: Claudio Maccone courtesy.


Tradate, 29 maggio 2010: Francesca Crippa, Maria Crippa, Claudio Maccone, Sara Ricciardi, Simone Bernasconi,
Bruno Moretti Turri IK2WQA, Diego De Gasperin, Giuseppe Savio e Giuseppe Macalli nella cupola del telescopio T65 della FOAM13.

Photo: FOAM13 Roberto Crippa courtesy.


19 maggio 2010: Claudio Maccone, Hans de Ruiter, Paola Parma, Bruno Moretti Turri IK2WQA, Stelio Montebugnoli, Seth Shostak,
Giuseppe Macalli e Roberto Crippa sotto la parabola VLBI da 32 metri dei radiotelescopi INAF-IRA di Medicina (BO)
con la bandiera della Terra realizzata da Lina Franchetti dell'AUSER di Varese.
Photo: FOAM13 Roberto Crippa courtesy.


19 maggio 2010: Claudio Maccone, Hans de Ruiter, Paola Parma, Bruno Moretti Turri IK2WQA, Stelio Montebugnoli, Seth Shostak,
Giuseppe Macalli e Roberto Crippa sotto la parabola VLBI da 32 metri dei radiotelescopi INAF-IRA di Medicina (BO)
con la bandiera della Terra realizzata da Lina Franchetti dell'AUSER di Varese.
Photo: FOAM13 Roberto Crippa courtesy.


Varese, 10 aprile 2010, Aula Magna Insubria, Convegno scientifico "50° Ozma Bioastronomia SETI"
In piedi da sinistra: Giovanni Lorusso IK7ELN, Paolo Musso, Bruno Moretti Turri IK2WQA, Claudio Maccone,
Roberto Cogliati, Francesca Crippa, Maria Crippa.
Accosciati: Roberto Crippa, Giuseppe Savio, Giuseppe Macalli, Chiara Mazzucchelli.
Photo: FOAM13 Roberto Cogliati courtesy.

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