Foto cortesia La Provincia.
Siamo immigrati,
seconde generazioni e italiani, accomunati dal rifiuto del razzismo,
dell'intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente
italiano. Siamo consapevoli dell'importanza dell'immigrazione (non solo
dal punto di vista economico) e indignati per le campagne denigratorie
e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all'approvazione
di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della nostra
Costituzione.
Condanniamo e rifiutiamo gli stereotipi e i linguaggi discriminatori,
il razzismo di ogni tipo e, in particolare, quello istituzionale,
l'utilizzo stumentale del richiamo alle radici culturali e della
religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed
esclusione.
Ricordiamo che il diritto a emigrare è riconosciuto dalla
Dichiarazione
Universale dei Diritti dell’Uomo e che la storia
umana è sempre stata storia di migrazioni: senza di esse
nessun processo di civilizzazione e costruzione delle culture avrebbe
avuto luogo. La violazione di questo e di altri diritti fondamentali
danneggia e offende la società nel suo complesso e non solo
le singole persone colpite.
Vedere negli immigrati una massa informe di parassiti o un bacino
inesauribile di forza lavoro a buon mercato rappresentano, a nostro
avviso, impostazioni immorali, irrazionali e controproducenti. La parte
preponderante degli immigrati presenti sul territorio italiano lavorano
duramente e svolgono funzioni essenziali per la tenuta di una
società complessa e articolata come la nostra. Sono parte
integrante dell'Italia di oggi. La contrapposizione tra
«noi» e «loro» ,
«autoctoni» e «stranieri»
è destinata a cadere. Lasciando il posto alla consapevolezza
che oggi siamo «insieme», vecchi e nuovi cittadini
impegnati a mandare avanti il Paese e a costruirne il futuro.
Vogliamo
che finisca, qui e ora, la politica dei due pesi e delle due misure,
nelle leggi e nell'agire delle persone.
Il nostro primo obiettivo è organizzare per il 1°
marzo 2010 una grande manifestazione
non
violenta dal respiro europeo, non solo con la Francia che
con la
Journée
sans immigrés, 24h sans nous ci ha ispirato, ma
anche con la Spagna, la Grecia e gli altri Paesi che si stanno viavia
attivando. Vogliamo stimolare insieme a loro una riflessione seria su
cosa davvero accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano
in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via.
Il 1° marzo faremo sentire la nostra voce in modi diversi, che
saranno definiti, di concerto con i comitati territoriali, in base alla
concreta praticabilità e all’efficacia. Non ci
precludiamo nessuno strumento, ma agiremo sempre nel rispetto della
legalità e della non
violenza.
Coordinamento nazionale:
primomarzo2010@gmail.com

Canale di PeaceReporter riservato a Primo marzo 2010:
http://it.peacereporter.net/primomarzo2010/158/1